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Produttori di olio umbri: social strategy a confronto

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Posted 13 gennaio 2014 by Piero Ostuni in SMM
Olio d'oliva

L’Olio Extravergine di Oliva è uno dei prodotti di eccellenza e dalle tradizioni antiche. Ricchi di storia sono anche i principali di produttori di Olio presenti in Umbria. La loro tradizione caratterizza sia le filosofie aziendali che le campagne promozionali e tutta la strategia di promozione dei rispettivi marchi. Il denominatore comune cromatico è rappresentato da tonalità verdi/rosse su sfondo bianco ed un uso non eccessivo e mai pacchiano dell’oro. Anche il ricorso ad importanti agenzie pubblicitarie per la realizzazione di spot televisivi sembrano essere un must ricorrente.

A parte ciò le aziende più importanti hanno adottato stili molto diversi quando si parla di Strategie Social Media. Questi forti estremismi non devono stupire in quanto non è ancora ben chiara una strategia da seguire univocamente o delle linee guida universalmente condivise. Nonostante si parli di Social Network già da anni ormai e la difesa del brand è una costante minaccia per tutti i grandi marchi, il ritardo nel cogliere le opportunità legate ai vari strumenti sono sotto gli occhi di tutti. I produttori presi in esame hanno stili molto diversi e soprattutto ottengono risultati e apprezzamenti molto discordanti.

costadoro

La prima azienda produttrice è la Costa d’Oro S.p.A. la quale pubblica senza regolarità sulla propria Pagina Facebook Ufficiale. I risultati sono blandi e con solo 285 like l’azienda  perde l’occasione di mostrare il suo valore. Da sottolineare che l’azienda possiede invece un’ottima strategia nel mercato rumeno con una Pagina Facebook sempre fresca di novità e molto popolare (oltre 66k like). Sempre in rumeno è anche stato fatto lo spot che viene mostrato con sottotitoli in inglese nella home page del sito aziendale. La scelta di non doppiare lo spot o almeno di sottotitolarlo in italiano sembra una scelta molto discutibile. Gli altri strumenti social non sono nemmeno lontanamente utilizzati in maniera efficacie.

Farchioni

Proseguendo nell’analisi troviamo la Farchioni Olii S.p.A. la quale non è presente in maniera sufficiente in nessun social network (solo 128 like su Facebook e nessun update da quasi un anno) e la cui immagine risulta indifesa ed attaccata su molti fronti. In primis è importante evidenziare che, come nel caso dell’Acqua Minerale “Sasso Vivo” di Foligno, anche qui,  il non essere presenti crea un vuoto che viene colmato da pubblicità negative. Le conseguenze sono un diffuso malcontento della rete rispetto alla pubblicità proposta e questo ha effetti sull’immagine visto che non viene messa in atto nessuna strategia per contrastare ed evitare che questi fenomeni proliferino liberamente. Nel casi più gravi questi eventi diventano mode e possono arrivare ad arrecare grossi danni all’azienda. Su Twitter sono innumerevoli i Tweet che parlano negativamente della pubblicità dallo slogan “Mi passi l’olio?”. Si va dalla semplice satira, al ricercato fraintendimento, all’incitazione alla violenza ed all’odio come mostrato nell’immagine seguente.

farchioni_tweet

 Quello che più preoccupa è che i post mostrati sono degli ultimi giorni e questo testimonia già un avanzato stadio dell’attacco al brand. Un altro inquietante dato riguarda il proliferare di innumerevoli video parodia dello spot pubblicitario su Youtube. Anche in questo caso l’azienda non interviene contrastando quei video che chiaramente si spingono oltre la satira o parodia accettabile. Intervenire al più presto è un must a cui l’azienda non può più sottrarsi.

monini

Della Monini SpA è stata già fatta una approfondita indagine. Il non essere presenti nei Social in maniera adeguata rappresenta anche in questo caso un limite che potrebbe essere rimosso creando una enorme opportunità di successo.

EXE_Brand_CORICELLI_cmyk

L’ultima azienda presa in esame è la Pietro Coricelli S.p.A., la quale è presente su Facebook con una Pagina molto ricca ed attiva. Oltre ad avere 7.8k like la pagina produce materiale sempre nuovo ed originale ricorrendo anche ad un uso intelligente dei video. Unica pecca è il poco coinvolgimento che i post riscuotono. Questo può essere imputabile ad una non piena e specifica conoscenza delle potenzialità che i social offrono. Più nel dettaglio si può constatare che le occasioni più ghiotte, come un concorso o la partecipazione ad una fiera di settore non hanno un seguito massiccio su Facebook. Alcune strategie andrebbero quindi riviste ed andrebbe inoltre notevolmente sviluppato il canale Youtube che conta troppo poche visualizzazioni.

In conclusione è possibile evidenziare senz’altro lati positivi nelle realtà che usano in maniera adeguata gli strumenti Social anche se molto di più potrebbe ed andrebbe fatto. Il destinare delle risorse adeguate e trovale l’agenzia giusta in grado di trasmettere i valori aziendali con cui collaborare andrebbero prese come priorità non più procrastinabili.


Autore

Piero Ostuni
Piero Ostuni

Consulente, Project Manager ed Esperto Web.

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